Il Giudizio universale sulla facciata della chiesa fu realizzato nel 1676 dal pittore Bernardino Fererio, su modello di una incisione francese del primo Seicento. Il contratto prescrive la presenza del Paradiso, del Purgatorio e dell’Inferno come nella vicina parrocchiale di Issime.
Il 18 ottobre 1676 il pittore Bernardino Fererio, originario della val d'Ossola, fu incaricato di dipingere il Giudizio universale sulla facciata della chiesa parrocchiale, costruita tra il 1616 e il 1620.
La composizione è ripartita in tre zone.
Registro superiore
Nell'alto dei cieli Cristo Giudice siede sull'arcobaleno della Nuova Alleanza, sormontato da Dio Padre benedicente e dalla colomba dello Spirito Santo, dal sole e dalla luna; ai suoi piedi sono inginocchiati gli intercessori, la Vergine e il Battista. Tra le nuvole intorno volano angeli che agitano il turibolo con l'incenso o adoranti.
Registro centrale
Qui si sovrappongono due strati di nuvole. Su quello più alto ha grande risalto il tema della Passione, con san Francesco in adorazione della croce e gli angeli recanti gli strumenti del sacrificio: il flagello e la colonna, il velo della Veronica, le tenaglie, il bastone con la spugna intrisa di aceto, la lancia di Longino, il martello, la scala, la tunica e i dadi. Altri due angeli suonano le trombe per svegliare i morti e chiamarli al giudizio.
Lo strato di nuvole sottostante ospita il Paradiso. A destra della finestra circolare compare la figura dell'arcangelo Michele con la bilancia per pesare le anime e il demonio caduto trafitto ai piedi; seguono gli apostoli in preghiera. A sinistra dell'apertura si colloca un gruppetto di santi appartenenti alla nobiltà e alle gerarchie ecclesiastiche, affiancato dalla torre del Paradiso custodita da san Pietro e san Paolo.
Registro inferiore
Al centro è raffigurata la resurrezione dei morti che si levano dai sepolcri, destinati da un angelo verso la salvezza o la dannazione. A sinistra è raffigurato il Purgatorio, dove un altro angelo prende per mano un'anima che ha scontato la sua pena e si prepara a salire in Paradiso accompagnata al suono della lira da una schiera di angeli.
Il resto dello spazio a destra è occupato dalla rappresentazione dell'Inferno, oggi rovinatissima. In basso a destra si distingue a malapena la gigantesca gola spalancata della bestia infernale, all'interno della quale si accalcano le anime dei peccatori.
Nella nicchia quadrata sopra il portale sono rappresentati il Salvatore tra i santi Pietro e Orso.
Curiosità
Il modello utilizzato per l'affresco è la grande stampa a bulino in otto fogli realizzata nel 1606 dall'artista francese Philippe Thomassin, uno dei più noti incisori attivi a Roma tra il Cinque e il Seicento.
L’iconografia dell'affresco è molto semplificata rispetto all'incisione, ma mantiene la centralità della figura di san Francesco con la croce della Passione (il destinatario dell’opera di Thomassin, il cardinale romano Pompeo Arrigoni, era infatti protettore dell’ordine dei frati minori).
Altri punti del percorso
Chiesa parrocchiale di San Giacomo
Il più grandioso Giudizio universale presente in Valle d’Aosta fu eseguito nel 1698 dal pittore Paul-François Biondi. L’affresco, copia fedele di una stampa fiamminga dell'inizio del Seicento, illustra con grande ricchezza di particolari il Paradiso, la caduta di Babilonia, la resurrezione dei morti, il Purgatorio e l’Inferno.
Cappella di San Michele
La ricca decorazione pittorica interna della cappella, firmata dal pittore Giacomino da Ivrea, dà rilievo alla figura del patrono della cappella, san Michele, nell’atto di pesare le anime, e a quella di un altro arcangelo in veste di guerriero, san Raffaele, che spinge i dannati verso il loro triste destino. Scortati in catene dai diavoli, i peccatori finiscono nella bocca dell’Inferno, dalle sembianze di un feroce lupo con le fauci spalancate.
Affresco della “Buona Morte”
Il riquadro dipinto sulla facciata di una casa privata è una rara testimonianza della fine del ’400 del Giudizio particolare, cioè quello cui viene sottoposta l’anima di un individuo subito dopo la morte. La scena esorta al pentimento per prepararsi alla morte in grazia di Dio, illustrando il percorso di salvazione ottenuto attraverso una scala gerarchica di intercessioni che dalla Madonna passa a Gesù e infine a Dio Padre.
Cappella dei Santi Leonardo e Grato
Il Giudizio universale che campeggia sulla facciata, purtroppo molto ridipinto, risale probabilmente ai primi anni del XVIII secolo, quando la cappella fu oggetto di una campagna di rinnovamento. L’ignoto pittore ha tratto spunto da un modello grafico del primo ’600 per rappresentare il Paradiso, gli angeli che danno fiato alle trombe, la resurrezione dei morti e l’Inferno.
Cappella di San Pantaleone
La facciata della cappella, ricostruita verso il 1721, è decorata con una vivace rappresentazione del Paradiso. Il richiamo al Giudizio Universale è presente nella figura centrale di san Michele con la spada fiammeggiante e la bilancia per pesare le anime.
Cappella della Sacra Sindone
Il Giudizio universale che ricopre per intero la facciata fu realizzato nel 1759 dal pittore valsesiano Giacomo Gnifeta. Secondo la consueta partizione, il Paradiso occupa la parte più alta della composizione; nella parte inferiore si dispongono a sinistra il Purgatorio e a destra l’Inferno.
Cappella della Madonna delle Nevi
Il concerto degli angeli intenti a suonare i loro strumenti per celebrare la gloria del Paradiso è il motivo principale del Giudizio universale di metà Settecento che decora la facciata, giunto ai nostri giorni molto ridipinto e mutilo della parte inferiore.
Cappella di San Michele
Del Giudizio universale che in origine copriva interamente la facciata, il rimaneggiamento ottocentesco ha conservato solo la parte sinistra, con il Paradiso nella zona superiore e il Purgatorio in quella inferiore.
Cappella di San Giovanni Battista
Il variopinto Giudizio universale dipinto nel 1875 da Franz Curta, intriso di suggestioni michelangiolesche, comprende il Paradiso popolato da figure di santi, esponenti del clero, un guerriero e gente del popolo, il Purgatorio e la caverna dell’Inferno.