Affresco in piazza Innocenzo V a La Salle
Piazza Giovanni XXIII (La Salle)

Affresco della “Buona Morte”

Il riquadro dipinto sulla facciata di una casa privata è una rara testimonianza della fine del ’400 del Giudizio particolare, cioè quello cui viene sottoposta l’anima di un individuo subito dopo la morte. La scena esorta al pentimento per prepararsi alla morte in grazia di Dio, illustrando il percorso di salvazione ottenuto attraverso una scala gerarchica di intercessioni che dalla Madonna passa a Gesù e infine a Dio Padre.

Tra i temi apocalittici occupa un posto di rilievo il Giudizio individuale, cioè quello cui viene sottoposta l'anima di ciascun essere umano immediatamente dopo la morte. 

Lo schema della scena è quello di una sacra rappresentazione che mette in scena alcuni personaggi fissi: il morente, Dio Padre, Cristo, la Vergine nel ruolo di avvocata del genere umano, il diavolo nel ruolo dell'accusa e l'angelo in quello della difesa. Si dà qui la traduzione dei testi del dialogo, scritti in latino sui cartigli.

Munito di un forcone-rastrello, il diavolo accorre al capezzale del morente per prendersi la sua anima: «Quest’anima esigo, perché piena di colpa la so». 

Dalla parte opposta, in basso a sinistra, l'angelo interviene cercando delle attenuanti all'accusa: «Se costui anche ha peccato, l’aiuto del perdono ora ha domandato».

Il morente, che giace nudo nel suo letto, implora a mani giunte la Madonna: «O speranza nella morte, il perdono delle lacrime imploro da te».

La Vergine invoca la misericordia del Figlio: «Poiché hai succhiato questo seno, o figlio, per costui imploro il perdono».

A sua volta Gesù, rappresentato sulla croce, fa appello a Dio Padre: «Guarda le mie piaghe, o Padre, e fai ciò che ti chiede mia Madre».

L'Eterno, che sbuca in alto a mezzo busto tra le nubi stringendo il globo terrestre, acconsente infine a concedere ciò che gli viene richiesto: «Figlio, ciò che desideri lo darò, di quel che richiedi nulla negherò».

Ai consueti personaggi si aggiunge qui la Maddalena, esempio vivente di peccatrice redenta, contrassegnata dal solito attributo del vaso di profumi: «Non disperate, voi che abitualmente peccate, sull’esempio mio fate riparazione davanti a Dio».

Per rafforzare l'esortazione al pentimento compare anche un'iscrizione in latino e in volgare francese che elogia il valore della confessione: «La confessione evita il timore della morte. Chi morirà non confessato, senza altro pentimento, dall’inferno non avrà né soccorso né liberazione. La confessione dà virtù. Chi morirà pentendosi e con una vera confessione gloria e paradiso avrà per sua ricompensa».

Curiosità

L'iconografia del Giudizio individuale, molto diffusa in tutta Europa nel XIV e nel XV secolo, è oggi molto rara. Nel campo della pittura murale, in Italia se ne conservano solo due esempi: quello di La Salle e un altro raffigurato all'interno della cappella di San Bernardo delle Forche a Mondovì (Cuneo).

L'affresco di La Salle trova confronti stilistici puntuali nei dipinti, oggi rovinatissimi, che decorano la facciata dell'antico ospedale di Leverogne (Arvier), datati 1497, con la raffigurazione delle Sette opere di misericordia e la Cavalcata dei vizi. La cultura figurativa di riferimento è quella dei due versanti delle Alpi Marittime (Cuneese, Liguria occidentale ed entroterra di Nizza).

Altri punti del percorso

Facciata della chiesa parrocchiale di San Giacomo ad Issime
Issime

Chiesa parrocchiale di San Giacomo

Il più grandioso Giudizio universale presente in Valle d’Aosta fu eseguito nel 1698 dal pittore Paul-François Biondi. L’affresco, copia fedele di una stampa fiamminga dell'inizio del Seicento, illustra con grande ricchezza di particolari il Paradiso, la caduta di Babilonia, la resurrezione dei morti, il Purgatorio e l’Inferno.

Affresco Cappella di San Michele a Marseiller (Verrayes)
Marseiller (Verrayes)

Cappella di San Michele

La ricca decorazione pittorica interna della cappella, firmata dal pittore Giacomino da Ivrea, dà rilievo alla figura del patrono della cappella, san Michele, nell’atto di pesare le anime, e a quella di un altro arcangelo in veste di guerriero, san Raffaele, che spinge i dannati verso il loro triste destino. Scortati in catene dai diavoli, i peccatori finiscono nella bocca dell’Inferno, dalle sembianze di un feroce lupo con le fauci spalancate.

Affresco della chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore a Perloz
Perloz

Chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore

Il Giudizio universale sulla facciata della chiesa fu realizzato nel 1676 dal pittore Bernardino Fererio, su modello di una incisione francese del primo Seicento. Il contratto prescrive la presenza del Paradiso, del Purgatorio e dell’Inferno come nella vicina parrocchiale di Issime.

Affresco della facciata cappella dei Santi Leonardo e Grato a Charvaz (La Salle)
Charvaz (La Salle)

Cappella dei Santi Leonardo e Grato

Il Giudizio universale che campeggia sulla facciata, purtroppo molto ridipinto, risale probabilmente ai primi anni del XVIII secolo, quando la cappella fu oggetto di una campagna di rinnovamento. L’ignoto pittore ha tratto spunto da un modello grafico del primo ’600 per rappresentare il Paradiso, gli angeli che danno fiato alle trombe, la resurrezione dei morti e l’Inferno.

Affresco della Cappella di San Pantaleone a Vollon (Brusson)
Vollon (Brusson)

Cappella di San Pantaleone

La facciata della cappella, ricostruita verso il 1721, è decorata con una vivace rappresentazione del Paradiso. Il richiamo al Giudizio Universale è presente nella figura centrale di san Michele con la spada fiammeggiante e la bilancia per pesare le anime.

Affresco della Cappella della Sacra Sindone a Chez-Cuignon (Fénis)
Chez-Cuignon (Fénis)

Cappella della Sacra Sindone

Il Giudizio universale che ricopre per intero la facciata fu realizzato nel 1759 dal pittore valsesiano Giacomo Gnifeta. Secondo la consueta partizione, il Paradiso occupa la parte più alta della composizione; nella parte inferiore si dispongono a sinistra il Purgatorio e a destra l’Inferno.

Affresco della Cappella della Madonna delle Nevi - Tromen (Saint-Vincent)
Tromen (Saint-Vincent)

Cappella della Madonna delle Nevi

Il concerto degli angeli intenti a suonare i loro strumenti per celebrare la gloria del Paradiso è il motivo principale del Giudizio universale di metà Settecento che decora la facciata, giunto ai nostri giorni molto ridipinto e mutilo della parte inferiore.

Affresco della Cappella di San Michele a Ussin (Valtournenche)
Ussin (Valtournenche)

Cappella di San Michele

Del Giudizio universale che in origine copriva interamente la facciata, il rimaneggiamento ottocentesco ha conservato solo la parte sinistra, con il Paradiso nella zona superiore e il Purgatorio in quella inferiore.

Affresco della Cappella di San Giovanni Battista - Lignod (Ayas-Champoluc)
Lignod (Ayas - Champoluc)

Cappella di San Giovanni Battista

Il variopinto Giudizio universale dipinto nel 1875 da Franz Curta, intriso di suggestioni michelangiolesche, comprende il Paradiso popolato da figure di santi, esponenti del clero, un guerriero e gente del popolo, il Purgatorio e la caverna dell’Inferno.