Affresco della facciata cappella dei Santi Leonardo e Grato a Charvaz (La Salle)
Charvaz (La Salle)

Cappella dei Santi Leonardo e Grato

Il Giudizio universale che campeggia sulla facciata, purtroppo molto ridipinto, risale probabilmente ai primi anni del XVIII secolo, quando la cappella fu oggetto di una campagna di rinnovamento. L’ignoto pittore ha tratto spunto da un modello grafico del primo ’600 per rappresentare il Paradiso, gli angeli che danno fiato alle trombe, la resurrezione dei morti e l’Inferno.

La cappella fu eretta intorno al 1621, anno inciso sull'architrave assieme al 1702, quello di una campagna di rinnovamento a cui risale probabilmente anche il Giudizio universale dipinto sulla facciata.

Alle estremità laterali della facciata sono riportate due citazioni dal Vangelo di san Matteo, ripetute in latino e in francese: quella a sinistra che accoglie in Paradiso le anime salvate e l'altra che respinge i dannati nel fuoco eterno.

La rappresentazione del Giudizio è distribuita su due ordini.

Registro superiore

In alto al centro il Cristo Giudice siede sull'arcobaleno della Nuova Alleanza, mostrando le mani con i segni del martirio; ai suoi piedi sono inginocchiati la Vergine e san Giovanni Battista supplicanti.

Ai lati del gruppo centrale, sopra le nuvole del Paradiso, si snodano le schiere dei santi. A sinistra, partendo dal centro verso l'esterno, si riconoscono: Francesco con la croce, Pietro con le chiavi, Giacomo Maggiore in veste di pellegrino, Tommaso con la squadra, Giovanni evangelista con il calice da cui fuoriesce un serpentello, Anselmo con la croce arcivescovile, Leonardo con i ceppi, Grato con la testa del Battista e Orso con l'uccellino sulla spalla e il bastone diaconale; all'estrema sinistra, un po' discosti dagli altri, compaiono santa Elisabetta del Portogallo e san Francesco de Sales.

Nel gruppo simmetrico a destra sono identificabili gli apostoli Giacomo minore, con la mazza con la quale subì il martirio, Paolo con la spada, Bartolomeo con il coltello e la sua propria pelle, Matteo con la lancia, e in secondo piano gli apostoli minori Filippo, Simone e Giuda Taddeo; seguono il martire guerriero Maurizio con il vessillo crociato, i santi Antonio di Padova con il ramo di giglio fiorito, Lorenzo vestito della casula e con la graticola, Antonio Abate con il bastone a T e le campanelle, Pantaleone medico con il vaso di unguenti, Barbara con il calice e l'ostia, Caterina con la spada e Margherita con la croce e la corona.

La zona centrale al di sotto del Salvatore è occupata dagli angeli che fanno squillare le lunghe trombe per svegliare i morti e chiamarli al giudizio.

Registro inferiore

Nella parte inferiore, al centro vi è l'arcangelo Michele con la bilancia per pesare le anime.

sinistra si sviluppa la riesurrezione dei morti, con i corpi che emergono dai sepolcri e un angelo in primo piano che afferra la mano di una donna per aiutarla a sollevarsi; in secondo piano un fitto gruppo di anime si avvia verso il cerchio di luce che indica sullo sfondo il Paradiso.

A destra è rappresentato l'Inferno, nelle cui fiamme i peccatori scontano pene diverse a seconda delle rispettive colpe; i cartigli individuano l'invidioso (envieux), il falsario del peso (faut=faux poid), l'ubriacone (ivrogne), l'usuraio (usurier), il maldicente (médisant), colui che ha prestato falsa testimonianza (faut=faux témoin), colui che si è appropriato indebitamente dei beni altrui (bien mal aquit=acquis).

Conclude la scena all'estrema destra la gola profonda del mostro che inghiotte i dannati.

Curiosità

Incisione di Marco Sadeler su disegno di David Custos, 1624-1629

L'ignoto pittore ha tratto spunto dal riquadro centrale delle Icones operum Misericordiæ quæ ad corpus pertinent, un'incisione del pittore fiammingo emigrato in Germania David Custos, stampata a Venezia tra 1624 e 1629 nella bottega del famoso incisore Marco Sadeler.

Altri punti del percorso

Facciata della chiesa parrocchiale di San Giacomo ad Issime
Issime

Chiesa parrocchiale di San Giacomo

Il più grandioso Giudizio universale presente in Valle d’Aosta fu eseguito nel 1698 dal pittore Paul-François Biondi. L’affresco, copia fedele di una stampa fiamminga dell'inizio del Seicento, illustra con grande ricchezza di particolari il Paradiso, la caduta di Babilonia, la resurrezione dei morti, il Purgatorio e l’Inferno.

Affresco Cappella di San Michele a Marseiller (Verrayes)
Marseiller (Verrayes)

Cappella di San Michele

La ricca decorazione pittorica interna della cappella, firmata dal pittore Giacomino da Ivrea, dà rilievo alla figura del patrono della cappella, san Michele, nell’atto di pesare le anime, e a quella di un altro arcangelo in veste di guerriero, san Raffaele, che spinge i dannati verso il loro triste destino. Scortati in catene dai diavoli, i peccatori finiscono nella bocca dell’Inferno, dalle sembianze di un feroce lupo con le fauci spalancate.

Affresco in piazza Innocenzo V a La Salle
Piazza Giovanni XXIII (La Salle)

Affresco della “Buona Morte”

Il riquadro dipinto sulla facciata di una casa privata è una rara testimonianza della fine del ’400 del Giudizio particolare, cioè quello cui viene sottoposta l’anima di un individuo subito dopo la morte. La scena esorta al pentimento per prepararsi alla morte in grazia di Dio, illustrando il percorso di salvazione ottenuto attraverso una scala gerarchica di intercessioni che dalla Madonna passa a Gesù e infine a Dio Padre.

Affresco della chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore a Perloz
Perloz

Chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore

Il Giudizio universale sulla facciata della chiesa fu realizzato nel 1676 dal pittore Bernardino Fererio, su modello di una incisione francese del primo Seicento. Il contratto prescrive la presenza del Paradiso, del Purgatorio e dell’Inferno come nella vicina parrocchiale di Issime.

Affresco della Cappella di San Pantaleone a Vollon (Brusson)
Vollon (Brusson)

Cappella di San Pantaleone

La facciata della cappella, ricostruita verso il 1721, è decorata con una vivace rappresentazione del Paradiso. Il richiamo al Giudizio Universale è presente nella figura centrale di san Michele con la spada fiammeggiante e la bilancia per pesare le anime.

Affresco della Cappella della Sacra Sindone a Chez-Cuignon (Fénis)
Chez-Cuignon (Fénis)

Cappella della Sacra Sindone

Il Giudizio universale che ricopre per intero la facciata fu realizzato nel 1759 dal pittore valsesiano Giacomo Gnifeta. Secondo la consueta partizione, il Paradiso occupa la parte più alta della composizione; nella parte inferiore si dispongono a sinistra il Purgatorio e a destra l’Inferno.

Affresco della Cappella della Madonna delle Nevi - Tromen (Saint-Vincent)
Tromen (Saint-Vincent)

Cappella della Madonna delle Nevi

Il concerto degli angeli intenti a suonare i loro strumenti per celebrare la gloria del Paradiso è il motivo principale del Giudizio universale di metà Settecento che decora la facciata, giunto ai nostri giorni molto ridipinto e mutilo della parte inferiore.

Affresco della Cappella di San Michele a Ussin (Valtournenche)
Ussin (Valtournenche)

Cappella di San Michele

Del Giudizio universale che in origine copriva interamente la facciata, il rimaneggiamento ottocentesco ha conservato solo la parte sinistra, con il Paradiso nella zona superiore e il Purgatorio in quella inferiore.

Affresco della Cappella di San Giovanni Battista - Lignod (Ayas-Champoluc)
Lignod (Ayas - Champoluc)

Cappella di San Giovanni Battista

Il variopinto Giudizio universale dipinto nel 1875 da Franz Curta, intriso di suggestioni michelangiolesche, comprende il Paradiso popolato da figure di santi, esponenti del clero, un guerriero e gente del popolo, il Purgatorio e la caverna dell’Inferno.