Affresco della Cappella di San Pantaleone a Vollon (Brusson)
Vollon (Brusson)

Cappella di San Pantaleone

La facciata della cappella, ricostruita verso il 1721, è decorata con una vivace rappresentazione del Paradiso. Il richiamo al Giudizio Universale è presente nella figura centrale di san Michele con la spada fiammeggiante e la bilancia per pesare le anime.

Non si conosce l'epoca di fondazione della cappella di Vollon, ricostruita verso il 1721 probabilmente dal maître maçon Giacomo Giuseppe Gallino, lo stesso che pochi anni prima aveva condotto i lavori di rinnovamento della cappella di San Valentino a Brusson.

La rappresentazione del Paradiso ha il suo fulcro centrale nelle tre persone della Santissima Trinità assise in mezzo alle nuvole: a destra il Padre, un vegliardo dalla barba bianca con la sfera del mondo e lo scettro con cui la governa; a sinistra il Figlio, avvolto nel lenzuolo bianco, con la croce e le piaghe della Passione visibili sulle mani, sui piedi e sul costato; e al centro la colomba dello Spirito Santo. Cherubini e angeli intenti a suonare vari strumenti musicali, violino, violoncello e corno, volano tutto intorno.

Ai piedi della Trinità sono inginocchiati a sinistra la Vergine Maria e san Giuseppe, riconoscibile per il bastone fiorito, e a destra santa Elisabetta assieme a san Giovanni Battista suo figlio. Alle spalle di san Giuseppe compare san Pietro con le chiavi, mentre alle spalle del Battista si riconosce san Giovanni Evangelista con un calice da cui esce un serpente.

Al centro compare l'arcangelo Michele con la spada fiammeggiante e la bilancia a due piatti per la pesatura delle anime.

Nella nicchia sopra la porta di ingresso è rappresentato san Jean-Marie Vianney (il Curato d'Ars, canonizzato nel 1925), dipinto dal pittore canavesano Giovanni Silvestro (1860-1958).

Curiosità

Stilisticamente il dipinto è vicino ai modi di Giacomo Gnifeta junior, l’autore del Giudizio sulla facciata della cappella di Chez-Cuignon (Fénis).

L'origine del calice col serpente come attributo iconografico di san Giovanni Evangelista risale a un episodio narrato Jacopo da Varagine nella Legenda aurea: per convincere alla fede il pontefice pagano della dea Diana, Giovanni accettò di bere del veleno, affidandosi come unica protezione al segno della croce.

Altri punti del percorso

Facciata della chiesa parrocchiale di San Giacomo ad Issime
Issime

Chiesa parrocchiale di San Giacomo

Il più grandioso Giudizio universale presente in Valle d’Aosta fu eseguito nel 1698 dal pittore Paul-François Biondi. L’affresco, copia fedele di una stampa fiamminga dell'inizio del Seicento, illustra con grande ricchezza di particolari il Paradiso, la caduta di Babilonia, la resurrezione dei morti, il Purgatorio e l’Inferno.

Affresco Cappella di San Michele a Marseiller (Verrayes)
Marseiller (Verrayes)

Cappella di San Michele

La ricca decorazione pittorica interna della cappella, firmata dal pittore Giacomino da Ivrea, dà rilievo alla figura del patrono della cappella, san Michele, nell’atto di pesare le anime, e a quella di un altro arcangelo in veste di guerriero, san Raffaele, che spinge i dannati verso il loro triste destino. Scortati in catene dai diavoli, i peccatori finiscono nella bocca dell’Inferno, dalle sembianze di un feroce lupo con le fauci spalancate.

Affresco in piazza Innocenzo V a La Salle
Piazza Giovanni XXIII (La Salle)

Affresco della “Buona Morte”

Il riquadro dipinto sulla facciata di una casa privata è una rara testimonianza della fine del ’400 del Giudizio particolare, cioè quello cui viene sottoposta l’anima di un individuo subito dopo la morte. La scena esorta al pentimento per prepararsi alla morte in grazia di Dio, illustrando il percorso di salvazione ottenuto attraverso una scala gerarchica di intercessioni che dalla Madonna passa a Gesù e infine a Dio Padre.

Affresco della chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore a Perloz
Perloz

Chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore

Il Giudizio universale sulla facciata della chiesa fu realizzato nel 1676 dal pittore Bernardino Fererio, su modello di una incisione francese del primo Seicento. Il contratto prescrive la presenza del Paradiso, del Purgatorio e dell’Inferno come nella vicina parrocchiale di Issime.

Affresco della facciata cappella dei Santi Leonardo e Grato a Charvaz (La Salle)
Charvaz (La Salle)

Cappella dei Santi Leonardo e Grato

Il Giudizio universale che campeggia sulla facciata, purtroppo molto ridipinto, risale probabilmente ai primi anni del XVIII secolo, quando la cappella fu oggetto di una campagna di rinnovamento. L’ignoto pittore ha tratto spunto da un modello grafico del primo ’600 per rappresentare il Paradiso, gli angeli che danno fiato alle trombe, la resurrezione dei morti e l’Inferno.

Affresco della Cappella della Sacra Sindone a Chez-Cuignon (Fénis)
Chez-Cuignon (Fénis)

Cappella della Sacra Sindone

Il Giudizio universale che ricopre per intero la facciata fu realizzato nel 1759 dal pittore valsesiano Giacomo Gnifeta. Secondo la consueta partizione, il Paradiso occupa la parte più alta della composizione; nella parte inferiore si dispongono a sinistra il Purgatorio e a destra l’Inferno.

Affresco della Cappella della Madonna delle Nevi - Tromen (Saint-Vincent)
Tromen (Saint-Vincent)

Cappella della Madonna delle Nevi

Il concerto degli angeli intenti a suonare i loro strumenti per celebrare la gloria del Paradiso è il motivo principale del Giudizio universale di metà Settecento che decora la facciata, giunto ai nostri giorni molto ridipinto e mutilo della parte inferiore.

Affresco della Cappella di San Michele a Ussin (Valtournenche)
Ussin (Valtournenche)

Cappella di San Michele

Del Giudizio universale che in origine copriva interamente la facciata, il rimaneggiamento ottocentesco ha conservato solo la parte sinistra, con il Paradiso nella zona superiore e il Purgatorio in quella inferiore.

Affresco della Cappella di San Giovanni Battista - Lignod (Ayas-Champoluc)
Lignod (Ayas - Champoluc)

Cappella di San Giovanni Battista

Il variopinto Giudizio universale dipinto nel 1875 da Franz Curta, intriso di suggestioni michelangiolesche, comprende il Paradiso popolato da figure di santi, esponenti del clero, un guerriero e gente del popolo, il Purgatorio e la caverna dell’Inferno.